Negli ultimi anni, in modo particolare dal periodo della pandemia, il commercio digitale si è affermato come parte strutturale dell’economia italiana. Negli ultimi mesi gli acquisti online di prodotti in Italia hanno raggiunto un valore di circa 40,1 miliardi di euro, con una crescita del 6% rispetto al 2024, mentre l’eCommerce di prodotto pesa ormai per l’11,2% sui consumi complessivi, online e offline. Significa che, su 100 euro spesi dagli italiani in beni di consumo, più di 11 vengono destinati al canale digitale.
Questa crescita, tuttavia, non è omogenea: comparti come Food&Grocery e Beauty&Pharma crescono del 7%, arredamento, abbigliamento, informatica ed elettronica di consumo avanzano tra il 5% e il 6%, mentre altri settori rallentano. Allo stesso tempo, il 2025 viene descritto dagli osservatori come l’anno della maturità: non più il boom che si era riscontrato negli anni scorsi, ma consolidamento, con consumatori più informati, carrelli medi più leggeri e acquisti più frequenti ma selettivi.
L’Europa, dal canto suo, corre: il valore dell’ecommerce B2C nel continente supera gli 800 miliardi di euro e la quota di acquirenti online in molti Paesi è ben oltre il 70%. L’Italia rimane in coda per diffusione del commercio digitale, con circa il 60% degli utenti internet che acquista online, ma proprio per questo offre ancora margini interessanti a chi vuole entrare adesso nel mercato con progetti solidi di creazione di eCommerce.
In altre parole, non basta “essere online”: serve un progetto chiaro, dalla strategia ai dati, dalla logistica alla user experience. Vediamo i passaggi chiave per trasformare un’idea in un canale di vendita competitivo e sostenibile nel tempo.
Un mercato in crescita, ma più maturo e selettivo
Guardando i numeri, il quadro italiano è meno statico di quanto possa sembrare. Nel 2025 l’eCommerce di prodotto sfiora, come detto, i 40,1 miliardi di euro, mentre i servizi online arrivano a 22 miliardi, con una crescita dell’8%. Informatica ed elettronica di consumo sono il comparto più digitalizzato, con il 43% della spesa complessiva generata online, seguite da editoria (39%), arredamento e home living (20%) e abbigliamento (18%).
Accanto a questo, i dati Netcomm e dei principali osservatori indicano oltre 35 milioni di utenti digitali italiani e più di 91.000 imprese attive nel commercio elettronico. Il valore complessivo dell’eCommerce B2C supera i 60 miliardi di euro, con una crescita intorno al 6% anno su anno. Ciò nonostante, gli scontrini medi restano relativamente contenuti: 37 euro nel Beauty&Pharma, 114 nell’abbigliamento, 130 euro nell’enogastronomia, 210 euro nell’elettronica.
A settembre 2025, l’eCommerce era la forma distributiva più dinamica in Italia, con una crescita del 7,3% in valore su base annua, mentre il retail nel suo complesso mostrava volumi in calo e un aumento di valore appena sopra lo zero, condizionato dall’inflazione. In altre parole, il digitale attrae una quota crescente di spesa proprio mentre i consumatori diventano più cauti.
Dalla vetrina al modello di business
Parlare di creazione eCommerce non riguarda solo la scelta della piattaforma, il design dello shop o la qualità delle merci. Tutto parte dalla definizione del modello di business: a chi si viole vendere, quali problemi risolve il prodotto o servizio, come ci si differenzia dai marketplace globali e dai competitor diretti.
Servono, anzitutto, i dati. Gli operatori che crescono sono quelli che sanno leggere metriche come costo di acquisizione cliente, valore nel tempo del cliente, tasso di abbandono, resa dei diversi canali (SEO, advertising, email, automazioni). Dedicarsi a questo settore, oggi, implica predisporre misurazioni accurate, così da poter testare, correggere e ottimizzare funnel e campagne.
Oggi l’eCommerce non è percepito solo come luogo di transazione, ma come spazio di relazione: consulenza personalizzata nel Beauty&Pharma, strumenti di realtà aumentata per l’arredamento, contenuti editoriali e social commerce per l’abbigliamento, percorsi omnicanale che integrano negozi fisici e digitale. Un nuovo progetto che entra nel mercato deve chiedersi come costruire questa relazione, non solo come generare la prima vendita.