Cosa vuol dire Spam (e come evitarlo?)

Se ti stai chiedendo cosa vuol dire spam, sei atterrato sulla pagina giusta, perché qui ti spiegheremo esattamente cosa significa, le origini del suo nome e come evitarlo.

Correva l’anno 1937 (più o meno), e le case britanniche venivano invase da una tipologia di carne in scatola molto curiosa. Quasi disgustosa. Era la carne Spam, poco attraente sin dal primo sguardo, di fatto insipida e proveniente dalle Hawaii (un loro piatto tipico). Poi, grazie ad uno sketch dei Monty Python destinato a fare la storia del marketing, lo spam è entrato nel vocabolario digitale di una generazione intera. E ancora oggi ci tormenta, nel bene e nel male, proprio come l’odore sgradevole e l’aspetto roseo della famosa carne hawaiana tormentavano gli inglesi quasi un secolo fa. Anche se, almeno lei, pare sia oramai andata definitivamente in pensione.

Cosa vuol dire esattamente spam?

Abbandoniamo almeno per il momento l’aspetto culinario della parola e iniziamo il viaggio alla scoperta del “nostro” spam. Di fatto, con questo termine vengono etichettati tutti i messaggi digitali considerati spazzatura, in quanto poco graditi e soprattutto non richiesti. Un po’ come i volantini delle offerte dei supermercati, che di solito troviamo infilati a forza nella nostra cassetta delle lettere, tutte le mattine. Solo che stavolta la posta è quella elettronica, e i messaggi sono le email di aziende che ci offrono servizi, prodotti, preventivi, metodi per guadagnare online, incontri sessuali e molto altro ancora. Non a caso, spam altro non è che sinonimo di “junk mail” (ovvero posta spazzatura).

Quali sono le origini dello spam pubblicitario?

E ora ritorniamo, per l’ultima volta, alla correlazione fra la carne e lo spam pubblicitario. L’accostamento è nato per merito di uno sketch dei Monty Python, ambientato in una locanda, dove una cameriera proponeva in continuazione questa carne, in tutti i piatti possibili e immaginabili. Un vero e proprio bombardamento promozionale, come in fondo avviene con le nostre caselle mail, quotidianamente riempite da tonnellate di messaggi spazzatura di ogni tipologia.

Conoscilo per evitarlo: ecco come

Ora che sai cosa vuol dire spam, devi considerare che esistono diversi tipi di junk mail, molti dei quali finalizzati alla truffa. Sono quelli più facili da individuare, anche perché ci pensano gli stessi filtri anti-spam di Gmail (e di altri provider) a riconoscerli e a gettarli nel cestino senza colpo ferire. Questa tipologia di spam viene etichettata con il termine “scam”, che fra le altre cose fa anche rima.

Qualche esempio? Le donne russe bellissime che ti scrivono chiedendoti dei soldi per venirti a trovare, o i messaggi di persone che (ancora una volta) chiedono dei soldi per guarire una grave malattia. Insomma, gran parte dello scam gira intorno al vil denaro. Esistono altri casi di spam pericolosi e da evitare come la peste? Assolutamente sì, e si tratta dei seguenti:

  • Phishing: messaggi spazzatura finalizzati alla truffa. Il mittente si spaccia per la tua banca (ad esempio), ti mette paura dicendoti che sta succedendo qualcosa ai tuoi soldi, e ti spinge a fare login sul conto. Tu clicchi sul link, entri inserendo le tue credenziali, lui le ruba e ti ripulisce il portafogli.
  • Malware e virus: la regola è mai scaricare un file che un mittente sconosciuto ti invia per posta elettronica. Si tratta nel 99% dei casi di un virus o di un malware, che infetta il tuo PC, causando danni potenzialmente incalcolabili.

Differenze fra spam e newsletter

Capire cosa vuol dire spam, significa anche comprendere cosa differenzia un messaggio spazzatura da un’email di una newsletter. Anche la seconda può essere invadente e molto fastidiosa, ma di solito la colpa è nostra. Se la riceviamo, con tutta probabilità abbiamo dato il nostro consenso al suo invio, magari mentre eravamo distratti, cliccando “Ok” su qualche banner, pop up o modulo di iscrizione.

Ad ogni modo, è facile riconoscere un messaggio di spam da uno appartenente ad una newsletter. Perché nel secondo caso è presente, all’interno del messaggio, un link per richiedere la cancellazione dalla lista. In secondo luogo, le newsletter difficilmente finiscono nel cestino, perché in genere vengono spostate nella sezione “Aggiornamenti” (come accade ad esempio con Gmail). Per evitare di ricaderci in futuro, però, ti consigliamo di fare attenzione ai pulsanti “Acconsento”, cercando di capire di cosa si tratta.