I passi da compiere per l’analisi SEO di un sito web completa

L’analisi SEO di un sito web è un’operazione solo apparentemente complessa. Pur richiedendo una pluralità di passaggi, non presenta niente di fumoso.

Anche se sembra noioso adempiere a questo compito, è necessario eseguirlo regolarmente. Lancio di nuovi programmi, aggiornamento di contenuti, cambiamento della prassi e delle regole per gestire i propri spazi in rete sono solo alcune delle ragioni per cui procedere.

Non è indispensabile ricorrere a un esperto: con gli strumenti giusti si può procedere in completa autonomia, salvaguardando anche le proprie tasche. Proseguendo nella lettura andremo alla scoperta delle operazioni da mettere in atto per avere delle pagine sempre performanti.

Perché fare da soli l’analisi SEO del proprio sito web?

Come già anticipato, gli strumenti da utilizzare sul campo sono facili e intuitivi da utilizzare. Una conseguenza del progresso informatico, infatti, è stata la notevole semplificazione dei programmi e della loro interfaccia.

Ma i vantaggi del fai da te non si limitano a tutto ciò. Spesso siamo portati a credere di dover pagare cifre esorbitanti per utilizzare dei tools veramente efficaci.

In realtà, attualmente sono a disposizione molti software gratuiti che permettono di verificare lo stato attuale dei propri spazi web e migliorarlo. Un’ottima notizia, visto che le occasioni per risparmiare denaro non sono poi tantissime…

Test d’ingresso: verifica delle condizioni iniziali del sito

In questa prima fase occorre valutare se esistono difetti strutturali nelle proprie pagine e quanto siano “SEO oriented” i propri contenuti.

Si correggeranno, in particolare gli errori di scansione relativi alle pagine non più funzionanti (il cosiddetto “errore 404”). Rilevandone più di 1/20, è indispensabile ricorrere a un attenta reimpostazione del proprio sito web.

Altro parametro da monitorare è la presenza di segnalazioni antispam da parte degli utenti di Google. Nel caso in cui appaia un messaggio in relazione a questo, si procederà a controlli e, eventualmente, a rivedere i certificati SSL.

Perfino le parole chiave rivestono una grande importanza, in tale contesto. Dal loro utilizzo dipenderà il posizionamento nei motori di ricerca, anche se, come vedremo, non è l’unico parametro da considerare per quanto concerne i contenuti.

A tale proposito, è bene fare una breve precisazione. Se agli albori dell’era degli internauti ripetere la keyword all’incirca ogni 100 termini era caldamente raccomandato sotto il profilo dell’indicizzazione, al giorno d’oggi si rischia di ottenere un testo sovraottimizzato.

In altre parole, si rischia di penalizzare seriamente le proprie pagine, relegandole ben lontano dai primi risultati delle ricerche. Per questa ragione è molto utile fare uso di sinonimi, varianti, keyword correlate e secondarie, che aumentano il livello di varietà e di leggibilità.

Snippet, link rotti, velocità e backlink

Oltre a categorie, headline, grassetti, corsivi e paragrafi, per una corretta ottimizzazione bisogna rivedere anche i link rotti e gli snippet, vale a dire titolo SEO, slug e meta descrizione che appaiono sulla home di Google.

Insieme a tutto ciò, sono da non trascurare la velocità di caricamento e apertura delle pagine e i backlink. Anche tali parametri influenzano il posizionamento di un sito e ne determinano il grado di affidabilità.

Ad ogni modo si può evitare il controllo manuale e usare degli strumenti che verifichino la presenza di punti deboli, con un monitoraggio su più livelli.

A questo punto, non resta che impostare le dovute correzioni e aspettare: i miglioramenti dell’implementazione non si faranno attendere.