Ventilatori industriali: nuova marcatura ATEX e modifiche di costruzione

Il mondo dei ventilatori industriali è molto vario ed include tutti quei processi di aspirazione e di ventilazione nell’ambito di attività lavorative che hanno un ricambio costante di aria: si pensi ad aziende che lavorano con polveri dannose che vanno allontanate dagli operai durante gli scarti della lavorazione, o a processi chimici dagli odori pungenti, che possono inficiare la produttività.

Per questa ragione vi sono degli apparecchi, che coniugano potenza ed ed efficienza nella rielaborazione dell’aria all’intero di strutture anche di grandi dimensioni, quali possono essere le industrie sul territorio italiano.

Nuova marcatura Atex

Le normative relative alle certificazioni ATEX sono state modificate in alcuni dettagli importanti, ciò significa che chi possiede, ad oggi, un apparecchio non elettrico con marchio ATEX secondo il vecchio ordinamento, non deve cambiarlo in modo obbligatorio e repentino.
Le nuove normative parlano infatti della commercializzazione dei modelli autenticati dopo la messa in pratica di queste regole.

La EN ISO 80079-36 mostra l’esigenza di introdurre dei cambiamenti per i codici fino ad ora utilizzati per la marcatura ATEX dei ventilatori industriali (approfondisci qui https://ventilazionesicura.it/ventilatori-industriali/): le etichette che indicavano originariamente la protezione dal pericolo di esplosione, sinteticamente espresse nelle lettere c, b e k, vengono cancellate completamente; i gruppi di descrizione in merito alle polveri diventano espressi secondo le diciture IIIA, IIIB e IIIC; il livello di protezione dal rischio esplosivo è espresso come EPL.

Quali modifiche vengono applicate alla costruzione dei ventilatori industriali con nuova marcatura ATEX?

La vecchia dicitura in merito alla protezione da esplosione (c, b, k) in merito ad un apparecchio non elettrico, viene modificata con delle restrizioni per la costruzione di tali ventilatori.

La riduzione dell’utilizzo e del montaggio di cinghie per la trasmissione dei ventilatori è stata pensata per ridurre il rischio di principi di incendio ed esplosione: le cinghie sono composte da materiali che portano un’energia elettrostatica notevole, nonostante la bassa conducibilità; il movimento continuo delle cinghie rende concreto il rischio di creazione di scintille, a seguito di un’eventuale rottura. Per queste ragioni le cinghie possono essere associate a costruzioni EPL GB o DB.

La riduzione dell’impiego delle leghe leggere, che era stato precedentemente approvato, viene ulteriormente limitata per le macchine di categoria 2G e 2D: la presenza di magnesio deve essere limitata al 7,5% al massimo. Questo provvedimento è stato preso perché le leghe più leggere, in caso di esplosione, risultano molto più sensibili di altri materiali.

Fino a prima che le nuove normative entrassero in vigore, la possibilità di produzione di cariche elettrostatiche, erano evidenziate mediante un adesivo di avviso che esplicitava il messaggio “Attenzione: produzione di cariche elettrostatiche”; ad oggi la segnalazione di tali possibilità deve essere ufficializzata mediante la presenza della X nelle condizioni particolari di utilizzo.

Si possono acquistare oggi ventilatori con la vecchia marcatura?

Alcuni venditori, per svuotare i propri magazzini, cercano di vendere i vecchi ventilatori industriali aventi le regolamentazioni ATEX non aggiornate. La vendita di questi apparecchi non elettrici non è illegale, ma le conseguenze in caso di detenzione non congrua possono essere spiacevoli.

Questo significa che chi possiede ventilatori industriali con vecchio marcatore ancora funzionanti, non deve cambiarli; se invece si sta pensando oggi di acquistare un nuovo apparecchio, bisogna conoscere i dettagli circa le normative di produzione e di ufficializzazione del marchio.

Il consiglio più utile è quindi quello di rimanere aggiornati circa la nuova procedura di marchio ATEX e di cercare un ventilatore non elettrico che adempia a queste nuove norme legalmente valide.

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